La vita è bellezza, ammirala.
La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, abbine cura. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, donala. La vita è un mistero, scoprilo. La vita è promessa, adempila. La vita è tristezza, superala. La vita è un inno, cantalo. La vita è una lotta, accettala. La vita è un’avventura, rischiala. La vita è felicità, meritala. La vita è la vita, difendila.
Madre Teresa
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lunedì 15 dicembre 2014
INNO ALLA VITA
A CHI ESITA
A CHI ESITA
Dici:Una poesia che fa riflettere, che parla di noi, del mondo in cui viviamo.
per noi va male. Il buio
cresce. Le forze scemano.
Dopo che si è lavorato tanti anni
noi siamo ora in una condizione
più difficile di quando
si era appena cominciato.
E il nemico ci sta innanzi
più potente che mai.
Sembra gli siano cresciute le forze. Ha preso
una apparenza invincibile.
E noi abbiamo commesso degli errori,
non si può più mentire.
Siamo sempre di meno. Le nostre
parole d’ordine sono confuse. Una parte
delle nostre parole
le ha travolte il nemico fino a renderle
irriconoscibili.
Che cosa è errato ora, falso, di quel che abbiamo detto?
Qualcosa o tutto? Su chi
contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti
via dalla corrente? Resteremo indietro, senza
comprendere più nessuno e da nessuno compresi?
O contare sulla buona sorte?
Questo tu chiedi. Non aspettarti
nessuna risposta
oltre la tua.
-Brecht-
Una poesia che incita ad essere attivivi, interessarsi della realtà e attivarsi per cambiare ciò che non va.
Sono tante le cose da fare, molti continuano a maledire l’oscurità piuttosto che accendere un lumino, ma "non dobbiamo aspettarci nessuna risposta oltre la nostra", accendiamo questo lumino!
SESSO
E ADOLESCENZA
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L'adolescenza è una fase della vita che ha inizio a
partire dalla pubertà - il periodo caratterizzato dal
completamento dello sviluppo sessuale dal punto di vista riproduttivo - e
dura fino al completo sviluppo fisico, che coincide con l'età adulta. È molto
difficile individuare una datazione precisa, proprio perché trattandosi di un
processo psicologico, è fortemente influenzato sia dalle componenti corporee
soggettive, sia da quelle relazionali, familiari, sociali e culturali.
Una prima questione da tenere in mente riguardo a questo
tema riguarda il fatto che lo sviluppo psicologico-emozionale non
proceda di pari passo con lo sviluppo fisico: l’adolescenza è proprio
caratterizzata
La sessualità, in particolare, è un terreno
molto delicato per l’adolescente che prova contemporaneamente una forte
attrazione e momenti di intensa presa di distanza.
Nell’alternanza tra le necessità che emergono a livello fisiologico e le richieste psicologiche di individuazione, la sessualità
diventa spesso un terreno sul quale sperimentarsi, un supporto al distacco
dai genitori e contemporaneamente la ricerca di un luogo in cui rifugiarsi
affettuosamente, oppure in cui scappare al bisogno. Anche in questo senso,
quindi, l’adolescente deve affrontare una prova tutt’altro che semplice,
proprio perché incessantemente in bilico tra posizioni diverse.
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Anche se i giovani preferiscono procurarsi autonomamente
queste informazioni, i genitori hanno un ruolo importante in questo processo
formativo, quantomeno per l’atteggiamento assunto rispetto alla
dimensione sessuale durante l’infanzia del figlio.
È naturale essere preoccupati di come il proprio figlio o
figlia gestirà le questioni sessuali o di come ne sarà condizionato. La maggior
parte delle volte genitori e figli adolescenti possono avere difficoltà a
parlarsi l'un l'altro, specialmente quando intendono parlare di un argomento
così coinvolgente come il "sesso".
La maggior parte dei genitori ha tutte le migliori
intenzioni di preparare i propri figli ad avere sane relazioni sessuali, ma
molti trovano difficoltoso parlarne. Ci si può sentire a disagio perchè si è
imbarazzati, o quando i nostri figli non vogliono parlarne perchè pensano di
sapere tutto o perchè si sentono confusi. Inoltre possiamo trovarci di fronte
molte questioni sessuali di cui, quando eravamo giovani, non siamo stati
abituati a parlare e possiamo accorgerci che i nostri valori non sono gli
stessi delle altre persone con cui viviamo. Uno dei principali ostacoli
nell'educazione sessuale è il fatto che i genitori cercano di far pensare e
provare ai propri figli le stesse cose che pensano e provano loro. Una delle
cose migliori che potete fare è accertarvi che vostro figlio o figlia riceva
informazioni precise, chiare ed oneste.
Perché parlare di sesso con i figli adolescenti?
·
I genitori che non parlano della sessualità con
gli adolescenti possono far correre loro dei rischi per il fatto che lasciano
che si procurino da soli le conoscenze e le informazioni utili, restando in
balia anche di possibili informazioni errate.
·
Che ci piaccia o no, la nostra società costringe
i bambini ad essere precocemente consapevoli della sessualità. Questa cosa non
la possiamo impedire, ma possiamo aiutarli dando loro informazioni e sostegno
affettivo.
·
Così come i bambini hanno bisogno di avere buone
conoscenze ed abilità per fare dello sport o studiare a scuola, gli adolescenti
hanno bisogno di avere una buona educazione sessuale per poter vivere una
sessualità serena.
·
Idealmente, si dovrebbe incominciare a parlare
di sesso fin da quando i bambini sono molto giovani e dovrebbe essere fatto in
un modo semplice e tranquillo, così che il sesso venga visto come un aspetto
naturale ed interessante della nostra vita, non qualche cosa per cui essere
derisi o di cui vergognarsi.
·
L'educazione sessuale degli adolescenti è molto
più complicata di quella dei bambini più piccoli. L'argomento va inoltre
affrontato in modo diverso se vostro figlio si trova all'inizio o alla fine
della fase dell'adolescenza. Molti giovani ricevono informazioni e conoscenze
da un'ampia varietà di fonti.
·
Gli adolescenti devono fare i conti con lo
sviluppo della loro sessualità ed è utile che il genitore sostenga la
sessualità del figlio rispettandone l'evoluzione.
·
Qualche volta noi non sappiamo che cosa
realmente i nostri figli adolescenti pensano rispetto al sesso, quali sono i
loro atteggiamenti o in che modo cresceranno. Spesso loro stessi non sanno
ancora bene cosa credono di sapere.
·
Gli adolescenti possono anche essere imbarazzati
dalla franchezza dei genitori e dai loro sforzi per aiutarli, per quanto ben
intenzionati. Possono dire che non vogliono parlare di sesso o mettere le mani
avanti con una frase del tipo: "so già tutto": lasciateli da soli e
riprendete l'argomento un altro giorno.
·
Avere una relazione buona con i propri figli
adolescenti rende le discussioni molto più facili.
In questo frangente è possibile proporre
un’ulteriore riflessione: l'impulso sessuale si manifesta in modo
diverso nei ragazzi e nelle ragazze.
Mentre nei maschi le esigenze biologiche sono specifiche e
predominanti, prevalentemente orientate ad uno scarico della tensione
attraverso l’orgasmo, nelle femmine il desiderio sessuale è meno esclusivo: è
come una sensazione diffusa, e fortemente impregnata di emozioni. Per questo
motivo le ragazze hanno una maggiore propensione a legare la spinta sessuale
con sentimenti d'amore, mentre i ragazzi più facilmente sono portati a vivere
l’esperienza innanzitutto sul piano corporeo. Compito evolutivo fondamentale
per l’adolescente è proprio quello di integrare sempre più la dimensione
corporea con quella affettiva, senza essere troppo sbilanciato né su un
versante, né sull’altro.
La rappresentazione del primo
rapporto sessuale si impregna così di curiosità, ansie, incertezze e
anche paure che possono avere un considerevole effetto sulla qualità
dell’esperienza. Altresì in questo caso pesano fattori sia di origine
psicologica, sia socio-culturale.
Schematizzando si può immaginare un continuum di
esperienze che va dal senso di colpa per qualcosa che viene vissuto
come trasgressione, alla sensazione di “obbligo” provata da molti, che vivono
le loro prime esperienze quasi come si trattasse di un dovere: infinite sono le
posizioni assumibili tra questi estremi, dove l’ideale astratto starebbe nella
possibilità di vivere un’esperienza serena, partecipe e desiderata in funzione
dei propri ritmi interiori.
Promemoria
- I valori relativi al sesso vengono trasmessi con molta facilità: il modo in cui si dicono le cose è altrettanto importante dei loro contenuti.
- È importante che i genitori siano consapevoli dei propri atteggiamenti e sentimenti verso i figli, ma non possono aspettarsi sempre che il figlio adolescente li condivida.
- Parlare con i figli di sesso, li aiuta a capire la sessualità e le differenze tra i valori della famiglia e quelli degli altri.
- Date molta importanza alle relazioni ed alle emozioni.
- Gli adolescenti hanno bisogno della comprensione e del sostegno dei genitori piuttosto che delle letture.
- Quando l’adolescente raggiunge la maturazione può essere imbarazzato a chiedere ai genitori, per questo quest’ultimi devono essere pronti a prendere l'iniziativa.
sabato 13 dicembre 2014
CHIODO CERCA CHIODO.. un racconto per riflettere
Ho raccontato questa storia un numero pressoché infinito di volte, fino ad averne quasi la nausea. E non va bene, se la storia della tua vita (o, almeno, di una parte di essa) ti fa venire l’angoscia. Ma può capitare e il segreto per superare ciò sta tutto in quel ‘quasi’, nella sua gestione, nel vedere il bello anche dove sembra impossibile esserci.
Mi chiamo Giovanni. Gli amici mi chiamano Spit. Spit è metà del mio cognome ed è anche il nome di una specie di chiodo usato in arrampicata: resta dove lo pianti, tenace e piuttosto affidabile. Per questo il soprannome datomi mi è sempre piaciuto.
Nel settembre del 2009 ho preso una decisione, abbastanza ponderata e di cui andavo decisamente orgoglioso: mi sarei fatto tipizzare, sarei diventato un potenziale donatore di midollo osseo e avrei provato a salvare la vita a qualcuno. Avevo già l’appuntamento fissato in ospedale. La vita, però, è strana e le cose non vanno quasi mai secondo i nostri progetti.
A novembre di quello stesso anno ho iniziato a stare poco bene: lividi, mal di testa continui, fatica nel fare ogni cosa e altri fastidi. Ho cominciato a preoccuparmi e un esame del sangue ha chiarito ogni dubbio: aplasia midollare idiopatica. Midollo osseo vuoto, praticamente. Ironico.
Non sarei mai diventato donatore di midollo osseo, anzi, avrei avuto bisogno io stesso di qualcuno molto simile a me, nelle intenzioni e nella compatibilità HLA. Dopo la diagnosi non è stato possibile trovarlo nel Registro, per cui ho iniziato un percorso di terapie in ospedale e cure farmacologiche. Sono stati giorni difficili, per me, la mia famiglia, i miei amici. Un ricovero si affronta sempre in team e, di quei giorni, mi piace ricordare ‘il nido’ di umanità e competenza che ho trovato nella divisione di ematologia dell’ospedale di Vicenza. Sono uscito diverso da quel reparto. Malconcio e provato nel fisico, ma sicuramente più affilato, come un coltello: ho capito che, pur non potendo mai donare il mio midollo osseo, sarei comunque stato in grado di fare la differenza. Forse per me stesso, sicuramente per qualcun altro.
Alcuni volontari ADMO di Bassano del Grappa (primo fra tutti Alessandro Pegoraro) e io abbiamo deciso di iniziare dalle scuole. Parlare ai ragazzi, spiegare loro la necessità etica e pratica di diventare donatori di midollo osseo, fondamentalmente… persone attente al loro prossimo. E abbiamo raccolto subito ottime risposte: nel 2010 i tipizzati della città sono stati oltre 500. Ma poiché è necessario arricchire il Registro di potenziali donatori con caratteristiche genetiche diverse tra loro, è apparsa evidente la necessità di varcare i confini del comune. Passo successivo: la provincia, sempre coinvolgendo le scuole e mettendo a punto eventi di sensibilizzazione di ogni genere.
Eppure anche la provincia si è rivelata piccola…
E mentre ci impegnavamo a pensare in grande, ho avuto la fortuna di conoscere Pietro Dal Prà, grande arrampicatore, tipizzato e testimonial ADMO. Ecco l’idea giusta! Chi pratica l’arrampicata ha una naturale attenzione per il compagno di cordata, al quale affida la propria vita o della cui vita deve rispondere. E di arrampicatori ce ne sono non soltanto in tutt’Italia, ma in tutto il mondo!
Abbiamo così iniziato a partecipare ai grandi eventi nazionali, per parlare, raccontare, spiegare, informare. Abbiamo anche realizzato T-shirt a tema ADMO, attualmente indossate dal Nord al Sud del nostro Paese (e non soltanto!).
Oggi, a un anno dal nostro incontro, Dal Prà e io siamo pronti a partecipare al Melloblocco, il più grande evento di arrampicata d’Europa: abbiamo macchine e furgoni carichi di magliette, pieghevoli, poster, adesivi e quant’altro possa essere utile per la sensibilizzazione dei potenziali donatori; abbiamo creato ‘Climb for life’, iniziativa promossa e sostenuta da ADMO per parlare di donazione a un pubblico internazionale, senza frontiere. E Adam Ondra, il più forte arrampicatore del mondo, di origine ceca, è stato tipizzato all’inizio del 2011.
Ma ancora non basta.
Voglio continuare a non sentirmi appagato dalle iniziative che stiamo mettendo a punto perché l’appagamento è il primo passo per fermarsi. Voglio continuare a essere insoddisfatto il più a lungo possibile. Voglio pensare solo alle cose da fare (su quelle già fatte posso soffermarmi quando mi sento troppo stanco e cotto per continuare), perché è necessario andare sempre avanti - senza vincoli, confini, bandiere - non dimenticando mai lo scopo di quanto sto condividendo con altri amici: far sì che nessuno, un giorno, debba andarsene perché il suo ‘donatore-medicina’ non c’è. E, magari, se avanza tempo non vorrei andarmene neppure io.
Giovanni Spitale
TRATTO DA: http://www.admo.it/18-470-1-storie-vere-chiodo-cerca
Per leggere altri esperienze reali: http://www.admo.it/category/dire/storie-vere/
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